n quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:
«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.
L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione?
Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno.
So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”.
Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”.
Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce».
Meditiamo
Parabola sconcertante, quella di oggi: Gesù loda la scaltrezza dell’amministratore disonesto che ha saputo togliersi dai guai con qualche disonesto intrallazzo…
Non è certo un’invito alla disonestà quello di oggi: anzi il Signore ci chiede di essere molto rigidi nell’onestà sul posto di lavoro.
Ma Gesù constata con amarezza che l’energia che mettiamo nelle cose della terra sono molte di più rispetto a quelle che mettiamo nelle cose dello spirito!
Invita i figli della luce a imitare l’ardore e la passione che i figli di questo mondo mettono nei loro affari.
Vero, verissimo, pensate alle preoccupazioni che abbiamo e all’attenzione che mettiamo nel sapere come investire i nostri risparmi e quanta faciloneria abbiamo invece nell’affrontare i temi della vita interiore…
il Signore ci chiede oggi quanto siamo disposti ad investire nella vita spirituale e – dobbiamo dirlo a voce alta – questo oggi è un tema delicato: manca il tempo (davvero!), mancano le energie, corriamo il rischio di lasciarci passare la vita addosso…
Tempo strano, il nostro, che obbliga una famiglia a lavorare entrambi trascurando affetti e qualità della vita per potersi mantenere: tutto soggiace alla perfida logica del mercato: si inventano bisogni per obbligare le persone a produrre per spendere, un macabro gioco che porta le persone in una dimensione di reale insoddisfazione e frustrazione.
Essere cristiani oggi, ritagliare un tempo per l’interiorità, richiede delle scelte, anche difficili e impopolari: facciamo bene i nostri conti, la vita che abbiamo è unica!
Signore ci chiedi di agire con scaltrezza nelle cose dello spirito, di indagare bene se abbiamo investito bene nella nostra vita, lode a te, Signore che sei più di ogni preoccupazione, più di ogni conquista, Dio benedetto nei secoli.
Preghiamo
A Dio che ci hai creati per la gioia e vuole la nostra pace, domandiamo la grazia di organizzare in serenità la nostra vita spirituale .
Diciamo insieme:
Aiutaci, Signore.
Per i cristiani: siano amministratori accorti dei beni celesti, li facciano fruttificare e valorizzano le occasioni di bene che tu offri loro. Preghiamo:
Per le giovani chiese dell’Asia e dell’Africa: sappiano conservare l’entusiasmo dei convertiti, l’umiltà degli inizi, la radicalità dei loro martiri. Preghiamo:
Per la pace e la concordia tra gli uomini di ogni razza, religione, classe sociale: il nostro apporto di cristiani aiuti il mondo a guarire dalle sue divisioni. Preghiamo:
Per chi ha perduto la fede e per chi con fatica la sta ricercando: trovi nelle comunità cristiane il luogo dell’incontro con Dio.
Preghiamo:
Per chi come Cristo porta la croce dell’ingiustizia e del disprezzo: sappia rispondere al male con il bene.
Preghiamo:
