Origini e storia del Cristianesimo siriaco, una visione d’insieme

Con il presente contributo si cerca di dare una visione panoramica sul cristianesimo siriaco, quel
cristianesimo che si è diffuso nella grande Siria e in Mesopotamia portando il messaggio evangelico
fino in Cina, passando attraverso l’India. Non si tratta di un cristianesimo che appartiene solamente
alla storia, anche se lo scopo di questo contributo è illustrare le origini di questa forma di cristianesimo
e delle sue espressioni culturali. La cristianità siriaca è ancora viva, e ad essa afferiscono tante Chiese
che condividono la stessa storia, la stessa lingua e la stessa tradizione arcaica.
Quali sono le chiese siriache o di tradizione siriaca oggi?
1) La Chiesa Assira d’Oriente (Siro-orientale, Nestoriana)
2) La Chiesa Caldea
3) La Chiesa Antica d’Oriente
4) La Chiesa Siro-Ortodossa (Siro-occidentale, Giacobita)
5) La Chiesa Siro-Cattolica
6) La Chiesa Maronita
7) Le Chiese in India: ortodosse e cattoliche (Siro-Malankarese, Siro-Malabarese, Giacobita,
Nestoriana etc.)
Le origini del cristianesimo siriaco
Anzitutto, per parlare del cristianesimo siriaco delle origini, si deve tener presente che
geograficamente e politicamente esso si divide in due aree distinte, quella dell’Impero Romano-
Bizantino e quella dell’Impero Sassanide-Persiano.
Nonostante ciò, ambedue le realtà hanno un forte
legame. Esse condividono infatti il luogo di nascita e origine: la capitale del regno Osroene, la città
di Edessa.
Edessa, una città nella Siria settentrionale, oggi in Turchia. È la città biblica di Ur dei Caldei. Si
chiamava in siriaco Ūrhāy; gli arabi l’hanno chiamata al-Ruhā, mentre i turchi la chiamano Urfa. È
stata fondata nel 302 a.C. dai Seleucidi.
Nel 132 d.C., circa 170 anni dopo la sua fondazione, è stata
abbandonata dai suoi fondatori, i quali lasciarono la Mesopotamia per ritirarsi a ovest dell’Eufrate.
Edessa, di conseguenza, viene governata da una dinastia locale e autoctona. Sotto questa dinastia
poteva dunque avere inizio una letteratura che si esprimesse nella lingua locale, sviluppando una
cultura animata da un sentimento anti-ellenistico.
In tali circostanze il cristianesimo arrivò a Edessa,
dove trovò un contesto culturale e religioso pronto ad abbracciare il messaggio evangelico, visto che
entrambe le realtà condividevano il linguaggio simbolico e il modo di pensare semitico.
Mentre, dunque, il cristianesimo nell’Impero Romano, prima del 313, subiva persecuzioni, il
cristianesimo dall’altro lato dell’Eufrate, per un certo periodo, potè svilupparsi in pace. In questa zona
il cristianesimo si fece strada già all’inizio del II secolo.
Tuttavia, le fonti sono scarse e le origini del
cristianesimo siriaco restano avvolte nelle leggende riguardanti la fondazione apostolica. Con tali
leggende si è cercato, infatti, di accreditare un battesimo della città di Edessa per mano apostolica.
La fondazione apostolica del cristianesimo siriaco
Nella sua Storia Ecclesiastica I, 13:6-8 e I, 13:9, Eusebio di Cesarea († 340) narra che Abgar V,
chiamato il Nero, re di Edessa all’epoca di Cristo, era gravemente malato. Saputo dell’esistenza di
Gesù di Nazareth che operava miracoli e guariva gli ammalati, mandò un suo messaggero per chiedere
a Gesù di andare a Edessa, alla sua corte. Gesù, non potendo andare, inviò una lettera in cui promise
che gli avrebbe inviato uno dei suoi discepoli per guarirlo dalla sua malattia e per portare la salvezza
a lui e ai suoi cari. Eusebio, inoltre, ci trasmette la corrispondenza tra Abgar e Gesù:
Lettera di Abgar
Abgar, figlio di Uchamas, governatore locale, saluta Gesù, il buon Salvatore, che si trova a Gerusalemme. Ho
sentito parlare di te e delle portentose guarigioni che tu hai operato senza medicine ed erbe. Infatti, come si dice,
ridai la vista ai ciechi, raddrizzi gli zoppi, purifichi i lebbrosi, allontani gli spiriti impuri e i demoni, sani coloro
che sono afflitti da gravi malattie e risusciti i morti. Avendo sentito tutte queste cose sul tuo conto, ho fermamente
pensato una di queste due cose: o che tu sei Dio sceso dal cielo a fare queste opere prodigiose, o sei figlio di Dio,
dal momento che compi simili prodigi. Perciò con questa lettera ti prego di venire da me a guarirmi dal male che
mi affligge. Così potrai sfuggire anche alle insidie che, come ho sentito, i Giudei ordiscono contro di te per
nuocerti. La città su cui regno, sebbene piccolissima, ma santa, sarà sufficiente ad entrambi.
Risposta di Gesù
Beato tu sei, poiché hai creduto in me senza avermi visto; infatti è stato scritto di me che coloro che mi hanno
visto non crederanno in me, e coloro che non mi hanno visto crederanno e vivranno in me. Nella tua lettera mi
chiedi di venire da te; ma è necessario che Io porti prima a compimento tutte le cose per cui sono stato inviato
fra gli uomini e, dopo averle compiute, ritorni da Colui che mi ha mandato.
Ma dopo che sarò ritornato in cielo,
ti manderò uno dei miei discepoli a guarirti dal male e a dare la vita a te e ai tuoi cari.
Dopo la resurrezione di Cristo dai morti e la sua ascesa al cielo – continua il racconto di Eusebio –,
Tommaso, uno dei dodici apostoli, in seguito ad un’ispirazione divina, mandò a Edessa Taddeo, uno
dei settanta discepoli di Gesù, per predicare l’insegnamento di Cristo. In questa maniera si compì la
promessa di Cristo ad Abgar.
La missione di Tommaso e Taddeo
Eusebio descrive anche dettagliatamente la missione di Taddeo nella città di Edessa, i suoi miracoli
in nome di Cristo e i suoi insegnamenti. Nel suo racconto riporta un dialogo tra Abgar e Taddeo, in
cui leggiamo quanto segue:
Abgar: “La mia fede in lui è stata così grande che, se non me lo avessero impedito i Romani, avrei voluto inviare
un esercito per sterminare i Giudei che lo hanno crocifisso”.
Taddeo: “Il Signore nostro ha compiuto la volontà del Padre suo ed è salito in cielo da lui”.