Dobbiamo immaginare che vi furono svariati “gruppi di trasmissione” degli insegnamenti di Gesù che, ciascuno con informazioni diverse, portarono alla redazione di molte versioni evangeliche.
Anche nei Vangeli (Lc. 1, 1-4) si trova testimonianza del fatto che molti avevano scritto e riportato fatti inerenti alla vita del maestro.
Ogni gruppo doveva far necessariamente riferimento ad una comunità ben precisa, la cui area di appartenenza ideologica e religiosa avrebbe espresso un testo appartenente al pensiero dominante al suo interno.
Per comprendere appieno quello che accadde ad Antiochia, dobbiamo però concentrarci sui gruppi gerosolimitani in cui, sempre all’interno dell’ebraismo, si consumò quello che dobbiamo intendere come un aspro dibattito; andando molto sinteticamente, dobbiamo pensare quindi a più gruppi di “ebrei credenti in Gesù” suddivisi negli ellenisti (At. 6,1; 9, 29), cioè giudei che vivevano alla greca, contrapposti ai credenti di lingua ebraica. Tuttavia è ormai appurato come non si debba intendere questi gruppi suddivisi in base all’appartenenza etnica quanto allo stile di vita in relazione ai costumi giudaici, una sorta di problema culturale.
antiochia
Chiesa rupestre di San Pietro ad Antiochia
In At. 6, 8 è proprio la comunità ebraica dei libertini (di credenti in Cristo?) che spinse il sinedrio a condannare Stefano a morte (At. 7, 54-60) proprio per le sue posizioni di superamento della Legge di Mosè.
Tra gli ellenisti vi erano anche pagani/greci che si erano convertiti all’ebraismo (At. 2, 11). Dopo la morte di Stefano, la comunità degli ellenisti che sino a quel momento aveva concentrato la sua azione a Gerusalemme, fu costretta a rifugiarsi in Fenicia, Cipro e in particolare ad Antiochia per sfuggire alle persecuzioni.
È proprio in questa comunità che si consumò per primo il superamento dell’idea che il messaggio di Gesù fosse rivolto ai soli ebrei: nella comunità antiochena gli ellenisti predicavano anche ai pagani e, per la prima volta, quel gruppo di credenti fu identificato come cristiani (At. 11, 26).
Mentre quindi a Gerusalemme la comunità di credenti ebraici si costituiva come gruppo di giudeo cristiani sotto la guida di Giacomo il Giusto, ad Antiochia il messaggio tramite Paolo arrivò al terzo elemento ovvero coloro οἱ φοβούμενοι τὸν Θεόν (coloro che erano timorati di Dio).
Paolo si scontrò con Pietro, giunto ad Antiochia, per la sua scelta di non sedersi a tavola con i cristiani che non circoncisi a causa del timore di “quelli di Giacomo” e dei “sostenitori della circoncisione
