(Mc 10,46-52) In quel tempo, mentre Gesù partiva da Gèrico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare.
Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù si fermò (…)
📖 Molti credono che esprimere la fede sia attuare pratiche religiose più o meno lunghe, scenografiche e interessanti.
Sono atti che servono a poco, perché eseguiti esternamente ai bisogni del nostro io, azioni fatte per abitudine, o meccanicamente, che al massimo possono appagare bisogni estetici, devozionistici, o magici. Il Signore vuole che riconosciamo la Sua signoria di amore paterno per tutti.
A chiunque chiede di aprire gli occhi e sciogliere la lingua, a chiunque chiede di avere il desiderio di un cuore aperto alla vita e all’amore.
Davanti a questo Cristo non si volta indietro. In una città (Gerico in questo caso) chiusa e cieca, dove nessuno guarda ai bisognosi, il Signore incontra Bartimeo, che è non vedente, ma vuole vedere, vuole conoscere, vuole affidarsi a colui che riconosce come “Figlio di Davide” e a cui chiede “abbi pietà di me!”.
Lui che è venuto dall’alto per abbassarsi a noi, Lui che è l’unico capace di guarire e dare nuova vita, Lui che lo fa dicendo: “imparate da me, che sono mite e umile di cuore” (Mt 11,29) esortando sempre a camminare, a non fermarsi, chiede a Bartimeo: «Che cosa vuoi che io faccia per te?».
Dio sa, ma chiede, vuole che sia l’uomo a parlare.
Vuole che la persona si alzi in piedi, che ritrovi il coraggio di domandare ciò che gli spetta per la sua dignità, per camminare insieme a Lui e ai fratelli con la pienezza del nostro io.
Come san Clemente di Alessandria chiediamo: «Signore metti fine alla mia dimenticanza della verità; spogliami della ignoranza e della oscurità delle risposte già fatte, che come nubi, offuscano i miei occhi, e fammi contemplare Colui che è veramente Dio, per poterlo seguire nella via verso il Regno della carità e dell’amore verso il prossimo e, anche, verso me stesso».
Buona domenica
